√ La vera stampa PLANOGRAFICA o litografie

Le caratteristiche delle stampe planografiche

Data: 28 Mag 2014 Autore: Alberto Maria Ottaviani Categoria: Wiki

La tecnica di stampa planografica, comunemente chiamata litografia (“litos” = pietra), è una tecnica che si basa sulla repulsione tra acqua e inchiostro. E’ stata inventata da Aliosio Senefelder nel 1796.

Per spiegare le caratteristiche delle stampe ottenute con questa tecnica, spieghiamo qui di seguito il procedimento di stampa saltando i passaggi più tecnici e utilizzando termini molto semplificati per essere più chiari con chi non è del settore.

Il disegno viene realizzato direttamente dall’artista sulla pietra di carbonato di calcio (pietre di Solenhofen) utilizzando la matita grassa, composta di cera e sapone di marsiglia.

Sopra il disegno verrà spalmata una soluzione con gomma arabica che reagirà con il sapone di marsiglia e la cera della matita grassa.

Saranno queste due sostanze che trasformeranno la pietra chimicamente: le zone disegnate, il grafismo, diventeranno “lipofili” (attireranno l’inchiostro che è grasso) mentre le zone bianche (contrografismi) diventeranno idrofile (attireranno l’acqua rifiutando l’inchiostro grasso). Questa operazione si definisce “preparazione”.

Non rimane altro che mettere la pietra nel torchio litografico, registrare la pressione, e quindi lavare la superficie della matrice con trementina (acqua ragia) che scioglierà la cera, il sapone di marsiglia ed il nerofumo della matita.

Lavata con acqua, la pietra assorbirà l’umidità dalle zone idrofile e la rifiuterà nelle zone lipofile. Passando con il rullo carico di inchiostro, l’inchiostro verrà ricevuto e trattenuto solo dalle zone lipofile, quindi dal disegno.

L’ultima fase è quella di porre il foglio di carta di puro cotone sulla pietra e di pressare il tutto con la pressa litografica.

Le litografie si riconoscono dal fatto che non hanno nel retro i rilievi tipici della tipografia, non hanno l’inchiostro in rilievo ne il bottello della calcografia, ma hanno il grafismo della stampa irregolare come era la superficie della pietra dove l’artista ha disegnato, grafismo ben riconoscibile se osservato con il contafili.