Mostra personale di MIlos Ottaviani "Type-shirt"

Type – Shirt 2 & Samsara di Milos Ottaviani e Corrado Vittorio Battistoni

Data: 29 Ago 2016 Autore: Alberto Maria Ottaviani Categoria: Le Mostre    Tags: , , , , , , ,

Type-shirt 2

A distanza di 2 anni esatti Milos Ottaviani torna a sorprenderci e a divertirci con questo balletto aereo e colorato di magliette e di borse che sembrano volate fuori dagli scaffali della Tipografia Grifani-Donati.  Stampate –  ma mi viene in mente ”tatuate” –  con un torchio Elia Dell’Orto 1864. Sono lettere e numeri colorati, semi di carte e petali di fiori, motivi a serpentina  e scritte da fumetto. Tutto inciso a mano come  erano le vecchie matrici in legno, i fregi in rame e i cliché di zinco che li riproducevano. Ecco perché m’hanno fatto pensare ai tatuaggi. Per la manualità dell’esecuzione, l’evidenza  e la semplicità del messaggio, e perché le tinte in grigio, ruggine, nero, blu notte ricordano i vari pigmenti delle razze.

A differenza della prima serie di type-shirt che era stato un divertente esperimento, stavolta Milos mira a una sintesi grafica più ispirata e compiuta. Non inganni l’apparente facilità del risultato. Ogni maglietta, ogni borsa sono il risultato di molte ore di lavoro. A scanso di retorica è bene ricordare che cos’è il lavoro della composizione. È una fatica che indolenzisce il collo e le spalle, intorpidisce le dita, consuma gli occhi.  Soprattutto  esige una maniacalità e una pazienza infinite. Ma Milos ha nel cromosoma  l’esperienza di almeno otto generazioni di tipografi.

A questa ferrea disciplina del mestiere Milos tenta di dare un esito più giocoso e leggero. Diciamo: creativo. E a cosa s’ispira?  Al repertorio dei suoi giochi di bimbo. “In fondo non c’è altra terra che quella dell’infanzia” scrive Roland Barthes. E allora Milos stampa sul cotone  il gioco del filetto, le impronte delle mani sul fango, la filastrocca per “spetalare” le margherite,  l’enigma del quadrante d’un orologio, la visione emozionante dell’ arcobaleno e lo spavento dell’eclissi. Mettiamocelo in testa: il trucco per sopportare la pesantezza della vita è solo uno. Lo diceva anche un biondo e barbuto Nazareno 2000 anni fa: ”Se non diventerete come i bambini non entrerete nel Regno dei cieli”. E così sia.

Ivan Teobaldelli