"KIMONO SUITE" acqueforti acquerellate di Andrea Tana

Mostra “KIMONO SUITE”- Acqueforti di Andrea Tana

Data: 02 Mag 2016 Autore: Alberto Maria Ottaviani Categoria: Le Mostre    Tags: , , , , , ,

KIMONO SUITE di Andrea Tana

E’ motivo di orgoglio per l’intera Alta Valle del Tevere vantare quale concittadina d’elezione la pittrice di origine californiana Andrea Tana la cui arte raffinata e contaminata dalla sue tante ed elevate esperienze internazionali trova un naturale alveo di concepimento nell’ambiente paesaggistico   del territorio montesco e tifernate e un pendant di  sintonica intesa nella magica atmosfera  del Museo tipografico di Gianni Ottaviani.

In particolare, nella sua ‘Kimono Suite’, ospitata negli spazi dell’antica “Grifani-Donati” e già proposta a Londra,l’autrice trova una chiara ispirazione nel costumi nazionali nipponici abbeverandosi alla stessa fonte che influenzò dapprima gl’impressionisti francesi  e successivamente, circa un secolo fa, i loro epigoni Bonnard e Vuillard.

Come afferma Edward Lucie-Smithi motivi/disegni che Andrea Tana utilizza alludono non solo agli stessi kimono, ma anche alle fantasie tipiche degli interni di Vuillard. Allo stesso tempo però, analizza la struttura del kimono in un modo completamente contemporaneo, vedendolo come un trittico astratto, posizionando pannelli più piccoli ai lati di uno più grande.

Torna qui dunque un motivo ricorrente negli artisti della seconda metà del Novecento affascinati dall’idea di un’opera dipinta, composta da parti distinte ma collegate e soprattutto dal trittico, non solo per il dinamismo imposto dal numero dispari – il numero tre non è considerato statico come il due o il quattro – ma a causa della risonanza di sfumature culturali: com’è noto, infatti molte delle più grandi opere d’ispirazione cristiana, ad esempio, sono realizzate come trittico.

L’arte nipponica del periodo Edo e soprattutto le stampe ukyoie risultano certamente alla base delle immagini a tecnica mista in rassegna ,anche se non è l’unica  e comunque  come tale risulta a sua volta rivisitata dall’evoluzione delle arti decorative europee più sensibili al gusto  della cultura giapponese come  il movimento ‘Arts and Crafts’ e lo stesso Art Nouveau.

C’è nella creatività della Tana una gioiosità  di base inevitabilmente contagiosa, di eleganza cromatica e formale mirabile e al tempo stesso di intenso contenuto  come del resto nei suoi decantati soggetti preferiti siano essi nature morte, paesaggi o ritratti,  di grande successo a Parigi  (Galerie Maeght, Atelier Ferlaut) e in tante altre prestigiose sedi specie britanniche e d’Oltreoceano, all’insegna di una levità sempre toccante ,spesso emozionante, talora commovente.

E pazienza se nella sua cronologia le esposizioni in loco sono catalogate in Tuscany(brand molto più accattivante per il pubblico anglosassone):anche Piero della Francesca, percepito come eccellenza toscana era in realtà esponente della Scuola Umbra 400esca.  

Massimo Zangarelli