LIBRI D'ARTISTA mostra di Luca Baldelli, Andrea Lensi, Fabio Mariacci, Elio Mariucci, Gino Meoni e Simonetta Riccardini, dell’Associazione ArteFare di Città di Castello

LIBRI D’ARTISTA

Data: 02 Dic 2018 Autore: Alberto Maria Ottaviani Categoria: Le Mostre    Tags: , , , , , ,

“Segni allineati fitti fitti come granelli di sabbia che rappresentano lo spettacolo variopinto del mondo, in una superficie sempre uguale e sempre diversa, come le dune spinte dal vento del deserto”, così Italo Calvino pensa il libro, con un’accezione segnica che si addice in pieno anche a quello d’artista.

Del medium tradizionale, in una società 2.0 che vorrebbe renderlo desueto, l’artista sfrutta le molteplici potenzialità, gli conferisce una nuova struttura facendo coincidere forma e contenuto, significante e significato, per un’ opera d’arte autonoma che nella sua varietà rifugge da categorizzazioni univoche.

Proprio a Città di Castello,luogo d’eccellenza della stampa e dell’ editoria, fin dagli anni Cinquanta si annovera l’incontro di poeti e pittori, tra cui Emilio Villa e Alberto Burri,che stampano le 17 Variazioni su temi proposti per una pura ideologia fonetica alla Scuola Industriale delle Arti Grafiche o il sodalizio di Nuvolo (Giorgio Ascani) e Villa per le Esoedizioni del 1954, fino alla stampa della rivista Arti Visive della Fondazione Origine e successivamente alle Edizioni Nemo, ideate e prodotte da Nemo Sarteanesi.

Questa tradizione illustre è l’humus del progetto Libro d’artista di Luca Baldelli, Andrea Lensi, Fabio Mariacci, Elio Mariucci, Gino Meoni e Simonetta Riccardini, dell’Associazione ArteFare di Città di Castello, attuato con il sostegno di Rosario Salvato e con il fattivo contributo di Corrado Petruzzi e di Gianni Ottaviani.

I libri d’artista, in un’unica veste editoriale per i tipi di Petruzzi editore, dei quali una selezione è esposta presso la tipografia Grifani Donati, sono in edizione numerata da 1 a 20 per ciascun artista e condividono lo stesso formato di 27x 19,5 cm, la medesima carta Fabriano e la rilegatura eseguita manualmente.

Gli autori hanno scelto un colore di copertina che li distingua e in essa hanno inserito un lavoro unico; tutte le pagine prestampate secondo le indicazioni degli artisti sono da loro dipinte a mano: ogni libro è dunque un’opera a sé, un esemplare unico e pregiato.

Nei libri di Luca Baldelli, esternamente di color arancio, la parola è elusa per l’esclusiva presenza del segno nero, con sottili accenni cromatici, in interazione con il bianco delle pagine, anch’esse parti fondamentali di una narrazione lieve, che con il disegno e in un procedere pausato mostra caratteri di rara essenzialità estetica e di un immaginario ancestrale.

I libri di Andrea Lensi, in nero all’esterno, presentano ampie linee sinuose, di fattura rapida e istintuale, che definiscono porzioni di superficie vuota o piena e cromaticamente intensa, destinati a un ‘lettore’, che
potrà colorare il volume, come recita il titolo, e agire interattivamente per un’opera connotata da un fare collettivo e sempre diversa a seconda dei possibili coautori.

In blu sono i libri di Fabio Mariacci, titolati Babele Blu, caratterizzati da enigmatici alfabeti di lingue morte e da una texture centrale in ognuno di questi. All’incomunicabilità, alla sfida di un’eventuale traduzione di ogni lettera , arduo gioco linguistico, risponde la visione della più chiara comunicabilità pittorica, del blu
come espressione profonda e netta di un mondo oltre il verbale.

Il rosso è il colore di Elio Mariucci, nei libri dal titolo Antifone per la luna dove ‘ astrazioni’e ‘poesie’ dello stesso autore si incontrano in successione mutante e in una sequenza di pagine pittoriche e di pagine di pura poesia visiva, nella versione integrale e haiku, con un segno che contrappunta la parola e la segue nel suo andamento di ritmo, di senso e viceversa.

Bianchi all’esterno sono i libri di Gino Meoni, dal titolo Connessioni, un dialogo fra l’artista e l’amico Piero Pellegrini, scomparso, in omaggio ai suoi scritti per le mostre del gruppo 13×3, di cui entrambi facevano parte. Il confronto fra immagine e dichiarazioni teoriche è puntuale, anche nell’equivalenza di entrambi i moduli grafici, fatto di concetti e collage di carte trovate, in un rimando di visioni e ricordi.

I libri di Simonetta Riccardini, con la copertina in grigio, dal titolo Prigionieri liberati, elaborati con la figlia Giulia che ha composto dieci racconti sull’uomo fra ironia, profondità e gioco, accostano in una serrata simmetria compositiva l’immagine al testo, in una reciproca traslazione di senso e nel progredire dell’oro, prima minuscolo nel turchese, poi unico, in foglia e splendente tra le ‘sbarre’, evocano il passaggio dal buio
alla luce.

Rita Olivieri