"La Montagna" Storia, natura, alpinismo, sport, vita quotidiana, associazionismo negli ex libris

“La Montagna” Storia, natura, alpinismo, sport, vita quotidiana, associazionismo negli ex libris

Data: 03 Ott 2017 Autore: Alberto Maria Ottaviani Categoria: Le Mostre    Tags: , , , , ,

L’ex libris in breve
“Nato per il libro e legato al suo destino, l’ex libris continuerà ad  essere un amico prezioso dell’uomo di cultura di ogni tempo e di ogni paese”. (Maria Adriana Gai, 1990)
Il libro da millenni è considerato un bene prezioso e segno di prestigio, ne sono testimoni segni di proprietà quali le placchette ceramiche blu poste a lato delle scatole dei papiri di Amenophis III e alcune delle tavolette cuneiformi della biblioteca assira di Assurbanipal a Ninive. Nei codici antichierano le note di possesso indicanti il proprietario ove al nome del proprietario ed alla richiesta di restituzione era spesso unite insolenze per coloro che si appropriassero del libro: Iste liber est meus, Si furabis librum istum non videbis Jesum Christum, In librum alterius noli sospendere nasum, Qui me furiatur mala morte moriatur, Vai dal libraio e compera un libro per te stesso. L’empio prende a prestito e non restituisce. Il libro fu perfino fissato ai plutei o ai piani di lettura con catene di ferro, perché non fosse asportato.  Nata l’arte della stampa, il libro perse la caratteristica di testo unico, era necessario il riconoscimento dell’eventuale possessore, si fece strada l’ex libris a stampa come è inteso in epoca odierna che da 500 anni accompagna le opere raccolte dai bibliofili, dai lettori e da coloro che amano circondarsi di libri. La locuzione latina ex libris – dai libri di – è presente in altre lingue con i termini: book plate, bücherzeichen, könyve, marque de possession, zknih. Altre espressioni indicano la provenienza dei volumi (ex biblioteca, ex dono, ex haereditate) o tematiche della biblioteca (ex comicis, ex eroticis, ex historicis, ex libris iuris, ex ludicis, ex musicis, etc). In Germania, ove la tecnica xilografica si sviluppò e si affermò, con la stampa a caratteri mobili, alla fine del ‘400 comparvero gli ex libris a stampa xilografici. Il primo ex libris, 1480 ca., una xilografia per Hans Knabensberg, detto Igler (riccio); da allora la storia dell’ex libris è legata a quella dell’incisione e del libro a stampa. Inizialmente le immagini furono araldiche, a committenza religiosa o nobiliare, simboli di potere e di censo, come indicato dalle grandi biblioteche dei monasteri, della nobiltà e delle università. La nascita delle Accademie Letterarie nel ‘600 ed il sistema della sottoscrizione nel ‘700 determinarono, con la  grande diffusione del libro, il periodo di massimo fulgore dell’ex libris. Con la Rivoluzione Francese abolita la nobiltà, decreto 19 giugno 1790, si ebbe il declino dell’ex libris araldico; negli ex libris creati per i titolari appartenenti alla borghesia emergente la sostituzione del linguaggio araldico permise una maggior libertà esecutiva all’artista. All’inizio del 900 abbiamo “l’epoca d’ oro dell’ex libris” grazie al simbolismo dell’Art Nouveau nelle sue differenti espressioni nazionali. L’ex libris, generalmente di dimensioni limitate, è una piccola opera d’arte, nata dal dialogo tra il titolare e l’artista che interpreta e realizza graficamente quanto indicato e desiderato. Incollato nella seconda pagina di copertina di un libro, in sostituzione della firma manoscritta, è un segno di proprietà. Gli elementi grafici e figurati presenti ci  palesano il pensiero, i gusti, le passioni e i valori del titolare. L’ex libris è la memoria anagrafica dei personaggi e delle istituzioni, ci indica l’itinerario del libro, le vicissitudini della biblioteca di appartenenza e delle donazioni successive. L’ex libris da momento di identità diviene uno strumento multidisciplinare di conoscenza, essendo il punto di incontro di differenti discipline: la storia, l’araldica, la simbologia, la bibliografia, la grafica, l’illustrazione etc., e il testimone dell’evoluzione della cultura e delle tecniche incisorie e di stampa nel corso dei secoli.  Ogni periodo storico, ogni variazione del costume ha lasciato la sua impronta nell’ex libris che ne ha assorbito i caratteri ed i gusti. L’ex libris è un indice della cultura di ogni paese, fornisce infatti elementi e segni di valore documentale per la storia della stampa e per il  linguaggio grafico essendo una grafica di piccolo formato. In situazioni particolari e nei momenti di oppressione l’ex libris ha costituito un mezzo di diffusione di cultura assai più significativo dell’arte ufficiale. Come indicava Mansueto Fenini “è arte alla portata di tutti poiché se non è possibile a tutti procurarsi una  scultura o un quadro di un artista di valore è possibile ottenere un piccolo bozzetto, uno schizzo, una incisione, un  ex libris eseguiti unicamente espressamente per sé”.

Gian Carlo Torre
Storico dell’ex libris